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Ingiustizia climatica

6/9/2026

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Condividiamo una riflessione sul cambiamento climatico del nostro ex gasista Sandro Calmanti, fisico dell'ENEA.
INGIUSTIZIA CLIMATICA

Da molti anni ormai gli scienziati del clima hanno smesso di studiare le cause antropiche dei cambiamenti climatici in corso. Per la precisione, la questione dell'impatto antropico sul surriscaldamento globale ha smesso di suscitare qualsiasi interesse scientifico tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000. A dire il vero la questione poteva dirsi esaurita sul piano teorico già alla fine dell'800, con alcuni corollari importanti negli anni '60 del Novecento, ma era come sempre necessario attendere una verifica sperimentale delle teorie per poter chiudere la questione.

A quel punto si sono aperte almeno due ulteriori questioni altrettanto importanti.

Una è se il sistema climatico possieda, e quali siano, punti di catastrofe, cioè soglie critiche al di la delle quali avvengono cambiamenti così grandi e repentini che non è possibile tornare indietro. Marcello Petitta, nel libro "La Tempesta Perfetta", che se non avete letto dovete leggere immediatamente, descrive questa situazione con l'immagine di una sedia che, inclinata oltre una certa soglia, si ribalta e non c'è verso di rimetterla in piedi. A me piace di più l'immagine dell'uovo sodo: non so se avete mai provato a far tornare un uovo sodo al suo stato gelatinoso. Ma insomma, è questione di gusti, sedia o uovo sodo ci siamo capiti, quelli sono i punti di catastrofe.

L'altra questione aperta viene chiamata in gergo "attribuzione" e riguarda la risposta ad una domanda molto semplice che ci facciamo ogni volta che vediamo una stranezza climatica. Da una parte c'è chi dice eh ma il clima è sempre cambiato e 3000 anni fa la gente faceva le incisioni rupestri dove adesso ci sono i ghiacciai, e giocava a golf in Groenlandia. Oppure altri dicono eh ieri ha piovuto, governo ladro, sono i cambiamenti climatici. Nel mezzo c'è un filone ormai molto solido di ricerche - che significa anche impiego di risorse economiche collettive, poche ma comunque non zero - che cercano di rispondere a domande apparentemente semplici come questa: se un giorno viene giù la pioggia normalmente accumulata in un anno, oppure, per esempio, si stacca un pezzo di ghiacciaio, è solo una stranezza o è perché abbiamo fatto aumentare la concentrazione di anidride carbonica atmosferica da 280 parti per milione a quasi 430 parti per milione, come non si vedeva sul pianeta da alcuni milioni di anni?


​Sembra una domanda fredda come le orbite dei satelliti di Giove, ma i disastri come quello del 26 agosto in Nepal, o quello del 3 luglio 2022 sulla Marmolada o altri che hanno diversamente impressionato la nostra corteccia, illumina la domanda di luce diversa. Attualmente sono state recuperate 1100 salme e ci sono fra i 3000 e i 4000 "dispersi". Chi ha avuto avuto la forza di guardare pochi secondi dei tanti filmati del disastro si è fatto un'idea di cosa significhi "dispersi". La questione della "attribuzione" assume ora un significato diverso: è una stranezza climatica, una sfiga geologica, una disgrazia, o lo abbiamo davvero fatto noi? E se lo abbiamo fatto noi, potevamo evitarlo? E se potevamo evitarlo, abbiamo fatto qualcosa per evitarlo? E se non è stato fatto nulla per evitarlo, perché non lo abbiamo fatto? Chi sono i responsabili? Chi deve risarcire i danni?


Oppure: questi corpi nel fango appartenevano a persone sfortunate, o alle vittime di un'ingiustizia?

Sono domande che possiamo mettere nel cassetto?

Sandro Calmanti (Fisico Enea)
Foto
Foto di Adnan Abidi / Reuters
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